Io ho visto a RaiNews24

Io ho visto è tornato sugli schermi televisivi la sera del 24 aprile 2016 a RaiNews24. In studio, insieme all’auotre, Emilio Martini uno dei protagonisti del libro. Si è parlato delle stragi nazifasciste, si è detto perché non bisogna dimenticare. Ecco il video.

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Giorno della Memoria, Io ho visto a Latina

IMG_3326Mattinata intensa quella organizzata dall’Istituto Alessandro Volta di Latina per celebrare il Giorno della Memoria. Nell’auditorium della scuola sono stati gli stessi studenti di medie e superiori a essere protagonisti. Hanno cantato, hanno mostrato un documentario ben fatto e hanno letto alcuni racconti di Io ho visto. Insieme a loro, gli attori Clemente Pernarella e Melania Maccaferri che hanno interpretato le storie di Fernando Piretti e Cesira Pardini. Ecco il racconto che della mattinata ha fatto il sito di Radioluna.

“Oggi parliamo del passato pensando al presente, al Mediterraneo che inghiotte gente ogni giorno, alle stragi in Siria e alle altre che ci sono nel Mondo”. Lo dice Pier Vittorio Buffa, giornalista del gruppo Repubblica, per anni all’Espresso, autore di “Io ho visto” il libro scelto dall’Istituto Comprensivo Alessandro Volta per ragionare sugli eccidi durante l’occupazione tedesca dell’Italia tra il 1943 e il 1945 e  sulla necessità di coltivare il ricordo di quei fatti perché ci facciano da guida nella storia di oggi e nelle scelte della vita.

“Le stragi nazifasciste in Italia sono state talmente tante che nessuno sa dire esattamente quante persone morirono, quindicimila, ventimila, forse di più. Una guerra condotta contro i civili per fare il vuoto intorno alle truppe partigiane, ma soprattutto contro la Resistenza della quotidianità”, racconta Buffa al teatro Ponchielli davanti a decine di ragazzi illustrando il lavoro fatto in collaborazione con la moglie Paola Medri.

QUI LA PAGINA DI RADIOLUNA CON FOTO E AUDIO

E’ il Giorno della Memoria visto da Latina, la città nata con il Fascismo che non vuole rinnegare la storia. E’ il settantunesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, giornata scelta dall’Onu per ricordare le vittime dell’Olocausto. “Con il tempo il significato di questa giornata si è allargato facendola diventare sempre di più occasione per ricordare, oltre alle vittime dell’Olocausto, le vittime di tutte le guerre e di tutte le violenze. Un impegno a diffondere i principi di pace e fratellanza esorta l’autore del libro sul suo sito.

Al Ponchielli va in scena la buona scuola: sullo schermo scorre un video prodotto dai ragazzi del liceo scientifico Grassi, si sentono le musiche suonate dagli allievi della sezione musicale della Volta, le letture degli studenti del Classico e della scuola media, quelle di due genitori che per mestiere fanno gli attori, Clemente Pernarella e Melania Maccaferri.  Tutte storie tratte dal libro di Buffa nel quale scorrono come in un film le vite di 33 persone, per lo più ragazzini e ragazzi, scampati per caso alla morte, ma che hanno visto cadere mamme, papà, nonni, fratelli, amici. Loro hanno visto. E non hanno dimenticato.

La giornata è stata introdotta dalla dirigente del’istituto Comprensivo Volta, Claudia Rossi. E’ intervenuta Maria Letizia Parisi, Presidente Società Filosofica Feronia, curatrice del libro “La guerra vista da un bambino”; ha moderato il responsabile della redazione di Latina del Messaggero, Vittorio Buongiorno. L’organizzazione dell’evento è stata stata curata in collaborazione dalle insegnanti di lettere Roberta Caiazza, Rita Di Marco, Luisa Fiorito e Giusi Merola  e dalle docenti di musica Patrizia Pomilia e Rita Bove dell’Istituto Comprensivo Alessandro Volta.

Hanno partecipato in ordine di apparizione: Gioele Di Sauro al pianoforte con la colonna sonora di Schindler list; gli alunni della 3^ D del Liceo Scientifico Grassi, coordinati dalla professoressa Teofani autori del video “Per non dimenticare”; Mattia Del Mastro e  Xavier Piacentini della scuola Volta; gli alunni della V Ginnasio del Liceo Classico Alighieri, coordinati dalla Prof.ssa Verrengia;  Clemente Pernarella attore; gli alunni della Volta Elisa Di Mezza, Francesco Tamburini e Irene Tagliaferri; Sara Sorbellini alla voce con Elisa Bonomo al pianoforte in “Beautiful that way”; gli alunni V A del  Liceo Classico Martina Urbani, Stefano Rosso, Sara Di Marcantonio; l’attrice Melania Maccaferri; Martina Crivellari ha cantato Lili Marleen. La chiusura è stata affidata alle note della canzone Sussidiario di un vecchio bambino di Luca Bussoletti ispirata al libro di Pier Vittorio Buffa.

Questo invece l’articolo scritto per il Messaggero da Vittorio Buongiorno.

Xavier racconta la storia di Gino che aveva vent’anni ed è sopravvissuto al colpo di grazia. Martina ripete con la voce tremante le parole di Lauretta. Elisa e Sara suonano e cantano una struggente «Beautiful that way». E poi Mattia che dà voce ad Antonino e Irene a Maddalena.

Davanti a loro duecento studenti della scuola media Alessandro Volta riuniti lì nel giorno della memoria. Per ricordare. Lo hanno fatto leggendo brani del libro di Pier Vittorio Buffa, «Io ho visto», trenta storie di sopravvissuti alle stragi nazifasciste. Per ricordare e per riflettere. «Perché parliamo del passato ma pensiamo al presente – ha detto subito l’autore – al Mediterraneo che inghiotte gente ogni giorno, alle stragi in Siria e alle altre che ci sono nel mondo».Buffa che è un giornalista da sempre (ha cominciato al Messaggero quando aveva 19 anni per poi passare all’Espresso e a Repubblica) lo ha raccontato come solo un cronista può fare. Taccuino e macchina fotografica ha girato l’Italia, è andato dai sopravvissuti a farsi raccontare. Poi ha scritto. Il suo libro è stato scelto dalla scuola Volta per far approfondire ai ragazzi le tematiche dell’olocausto e delle violenze perpetrate durante la seconda guerra mondiale andando alla fonte di quella tragedia. Le storie che fanno la Storia. Quelle parole non si possono perdere, come ha scritto Buffa, per questo «devi cercare di fare in modo per quelle che sono le tue capacità di raccontare ciò che uomini e donne hanno provato in quei giorni».

Ottocento morti a Marzabotto. Oltre 400 a Sant’Anna di Stazzema («quel paesino così piccolo e così inerpicato in cima a una strada di sette chilometri che all’epoca era un sentiero», racconta la moglie di Buffa che lo ha accompagnato e aiutato in questa avventura). E poi Fucecchio, Vicovaro e tanti altri luoghi e altre stragi. «Una guerra nascosta, quei morti nessuno è stato ancora in grado di contarli tutti, quindici, ventimila»,racconta Buffa ai ragazzi. Altre storie riemergono dal passato dalla voce di due attori pontini, Clemente Pernarella e Melania Maccaferri. Nella sala del Ponchielli non vola una mosca. E’ curioso come fili della Storia e delle storie riportino qui, alla nostra provincia: gli unici due ufficiali nazisti che sono finiti in carcere per due delle stragi, Kappler e Reder, sono stati detenuti per anni nel carcere militare di Gaeta. Anche Buffa ha un legame forte con Latina, è figlio e nipote di pionieri. Sua mamma è una Fratini, un cognome che è un pezzo di storia cittadina. Sullo schermo scorrono le immagini di un video realizzato dagli studenti del Grassi, mentre altri ragazzi dell’Alighieri danno voce ad altri ricordi, fino allenote finali di Lili Marlen cantata da Martina.

La pagina del Messaggero

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A “Io ho visto” il premio Omegna giovani

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Gli studenti delle scuole superiori di Omegna hanno assegnato a Io ho visto il premio Omegna giovani 2014. Il premio “Della Resistenza” 2014 è stato invece assegnato a Giuseppe Catozzella con Non dirmi che hai paura  (Feltrinelli 2014). I premi sono stati consegnati il 29 novembre, al teatro sociale della città, dal sindaco Maria Adelaide Mellano. Dopo la lettura delle motivazioni (qui quella per Io ho visto) e la consegna dei premi il pomeriggio è stato animato da un vivace dibattito sui temi proposti dai due libri. Il giorno prima, sempre al teatro sociale, gli studenti avevano incontrato Pier Vittorio Buffa insieme all’assessore alla Cultura Alessandro Buzio. Dopo la scelta di Io ho visto  come vincitore del premio gli studenti del liceo artistico Gobetti hanno preparato una serie di lavori ispirati al libro: dipinti, elaborazioni fotografiche, fotografie che venerdì mattina erano esposti nel palco. Alcuni sono riprodotti nella galleria fotografica qua sotto.

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Con i lavori realizzati, accompagnanti dalle spiegazioni, gli studenti hanno preparato un filmato che è stato proiettato durante la manifestazione. Gli autori, guidati dagli insegnanti Cinzia Beltrami e Gloria Bornacin sono: Michele Accomasso, Paolo Barbieri, Serena Bertani Veneta, Giulia Cantaluppi, Angela Clemente Rosa, Alice Coveri, Federico Filippini, Ilaria Generelli, Pietro Gervasoni, Martina Gesualdi, Gnani Ivan, Michael Aron Leiter, Alex Paolillo, Marco Ravagnani, Alessandro Romeo, Arianna Scesa, Jessica Sottini, Denise Toto

 

“Essere qui per questo premio, essere qui perché Io ho visto è stato scelto da voi studenti, mi emoziona”, ha detto Pier Vittorio Buffa rispondendo alle numerose domande, “Mi emoziona perché questo libro è nato proprio indirizzato a voi, alla vostra generazione, per aiutarvi a non dimenticare, a sapere cosa è successo prima di voi, su cosa poggiano le fondamenta del nostro paese”.

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A Caiazzo per il 71° della strage

La presentazione di Io ho visto ha chiuso, il 18 ottobre, le celebrazioni per il 71° anniversario della strage di Caiazzo, in provincia di Caserta. Nella suggestiva sala del consiglio comunale insieme all’autore c’erano il giornalista Enzo Perretta, che ha moderato l’incontro, e l’attore Antonio Friello che ha letto, raccogliendo commossi applausi, alcune pagine del libro. L’incontro è stato presentato dal sindaco di Caiazzo Tommaso Sgueglia. In sala, tra gli altri, il direttore del settimanale l’Espresso Luigi Vicinanza.

A Monte Carmignano, a circa tre chilometri dal paese, il 13 ottobre 1943, i soldati tedeschi appartenenti al 29° reggimento granatieri motorizzato, agli ordini del Tenente Wolfang Lehningk Emden, uccisero 22 civili. Per quella strage è stato celebrato un processo che, nel 1994, ha portato a due condanne all’ergastolo. La strage e tutte le vicende processuali che hanno portato alle condanne sono raccontate nel libro (La strage di Caiazzo, 13 ottobre 1943) scritto dal magistrato che istruì il processo, Paolo Albano, insieme ad Antimo della Valle per l’editore Mursia

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Le foto sono state gentilmente concesse da Antonio Giannelli

 

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Boston, una nuova testimonianza su Sant’Anna di Stazzema

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Serata emozionante quella vissuta a Boston, in una sala del Mit, il Massachusetts Institute of Technology di Cambridge. Il circolo italiano della citttà, il 6 ottobre, vi ha organizzato la presentazione di Io ho visto.  Un pubblico numeroso e attento, composto soprattutto da italiani che vivono e lavorano a Boston e Cambridge, ha seguito con attenzione la presentazione di Pier Vittorio Buffa e le letture di Paola Medri che sono state precedute da un’introduzione della presidente del circolo, Susan Angelastro. E’ stato anche proposta una parte della testimonianza dell’ex SS Adolf Beckert al processo per la strage di Sant’Anna di Stazzema (racconta l’eccidio davanti alla chiesa di Sant’Anna) e, alla fine, la canzone di Luca Bussoletti, Sussidiario di un vecchio bambino.

Molte, alla fine, le domande del pubblico. Poi ha chiesto di parlare Barbara Poggio (nella foto qui sotto).

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La sua non è stata una domanda, ma una struggente testimonianza. Ha raccontato di sua mamma Maria Pia Mascaretti che il 12 agosto 1944 era sfollata a Sant’Anna di Stazzema.

“La mia mamma era davanti alla chiesa di Sant’Anna di Stazzema, ha visto quello che ha descritto l’SS che abbiamo ascoltato prima. E’ rimasta viva per miracolo. I tedeschi uccidevano le persone a gruppi di dieci.  La mamma era nell’ultimo, l’ultima dell’ultimo gruppo. Le SS iniziano a sparare. Le arrivano vicino, la donna accanto ha un bimbo in braccio, sta per essere uccisa, passa il piccolo alla mia mamma. L’ufficiale tedesco che è davanti alle due donne si infuria, afferra il bimbo, lo sgozza all’istante. Arriva un altro ufficiale che urla “Basta kaput, basta kaput”. E la carneficina finisce. Ecco, la mia mamma si è salvata così. Ma io tutto questo l’ho saputo tardi, molto tardi, quando ho cominciato a chiedermi il perché di strani comportamenti, delle sua urla notturne, del suo tapparsi le orecchie quando sentiva qualcuno parlare tedesco. Ma non ho saputo da lei. La mamma, per tutta la vita, non mi ha mai detto di Sant’Anna di Stazzema. Solo a 84 anni mi ha raccontato. Ed è mancata poco dopo l’inizio del processo di La Spezia”.

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Io ho visto a Boston

Appuntamento negli Stati Uniti per Io ho visto.

Il Circolo Italiano di Boston ha organizzato, per il prossimo 6 ottobre, una presentazione del libro. L’evento, voluto dalla presidente Susan Angelastro, è previsto per le 19,30 in una sala del Center for International Studies del MIT (Massachusetts Institute of Technology), a Cambridge.

Durante la presentazione, a cui sarà presente l’autore, verranno letti brani del libro, proiettate le immagini dei protagonisti di Io ho visto, proposta la canzone di Luca Bussoletti Sussidiario di un vecchio bambino.

Lunedi 6 Ottobre 2014
7:30 pm – 9:30 pm

MIT – Center for International Studies
Building E40-496 (Muckley Building) 4th floor
1 Amherst Street Cambridge MA 02139

www.circoloitaliano.org

 

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Cassano Valcuvia, il valore della memoria

Il valore della memoria, l’importanza della Resistenza nella costruzione dello Stato democratico, il perché della guerra ai civili condotta tra il 43 e il 45 dai nazifascisti. Sono stati questi alcuni dei temi toccati durante la presentazione di Io ho visto al Centro documentale di Cassano Valcuvia, in provincia di Varese. Un luogo scelto non certo a caso perché nelle sue belle sale si ricorda uno dei primi atti di resistenza all’occupazione tedesca. Quello cioè che ebbe come protagonisti il colonnello Carlo Croce e il Gruppo Militare Cinque Giornate Monte di San Martino di Vallata-Varese e che ebbe come epilogo la battaglia del San Martino.

Un pubblico numeroso ha seguito con attenzione gli attori Paola Manfredi e Dario Villa che hanno letto alcune pagine del libro e ha partecipato con interesse al dibattito che si è intrecciato con la presentazione. A condurre la serata Riccardo Prando, giornalista della Prealpina e docente di lettere mentre il vice sindaco di Cassano, Enrico Semeraro, ha introdotto e chiuso la manifestazione.

 

 

 

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Tutto esaurito a Prato

Tutto esaurito la sera del 30 luglio a Prato, alla biblioteca Lazzerini. A causa del maltempo lo spettacolo Io ho visto si è tenuto all’interno dove i posti a disposizione, quasi duecento, sono andati rapidamente esauriti tanto che molte persone hanno dovuto, per motivi di sicurezza, rinunciare ad assistere alla performance di Pamela Villoresi.

Pier Vittorio Buffa ha introdotto la serata parlando del libro, delle stragi nazifasciste, dell’armadio della vergogna, dei processi celebrati dopo decenni.

Poi Pamela Villoresi, vestita di bianco, ha donato al pubblico della sua città cinquanta minuti di recitazione appassionata. Ecco la cronaca della serata nei tweet della giornalista del Tirreno Ilenia Reali.

E qui il video con la prima parte dell’interpretazione di Cesira Pardini, postato su Facebook

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La sera prima posti esauriti anche a Radicondoli (Siena) dove Pamela Villoresi ha recitato nella suggestiva navata della Pieve Vecchia nell’ambito del Festival organizzato da Massimo Luconi.

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Teatro, Io ho visto a Radicondoli e Prato

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Una due giorni toscana per Io ho visto.

Lo spettacolo tratto dal libro, che ha come protagonista Pamela Villoresi (nella foto), è in programma il 29 luglio al festival di Radicondoli (Siena). L’appuntamento è alle 21.15 alla Pieve Vecchia della Madonna.

Il giorno dopo, alle 21,30, l’appuntamento è invece a Prato alla Corte delle Sculture della Biblioteca Lazzerini  (Via Puccetti, 3 – Via Santa Chiara, 30).

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70 anni dalle stragi. Io ho visto e Pamela Villoresi al Senato. Pietro Grasso: “I responsabili vanno perseguiti”. Il video integrale

Giornata storica, il 24 aprile, al Senato della Repubblica. Il presidente Pietro Grasso ha deciso di celebrare la ricorrenza del 25 aprile con un convegno sulle stragi nazifasciste. Invitando, tra gli altri, Franco Giustolisi (autore dell’Armadio della vergogna) e Pier Vittorio Buffa (autore di Io ho visto) insieme all’attrice Pamela Villoresi che ha recitato una parte dei brani dello spettacolo teatrale tratto da Io ho visto. In sala cinque protagonisti di Io ho visto che hanno seguito l’evento con grande emozione. Ciascuno di loro, soprattutto alla fine dei brani recitati dalla Villoresi che li riguardavano , hanno raccolto lunghi applausi.

 

C’erano Antonino Ferlito (Castiglione di Sicilia, Catania), Maddalena Gazzetta (Borgo Ticino, Novara), Virginia Macerelli  (Pietransieri, Roccaraso), Emilio Martini (Molinaccio, Arezzo), Fernando Piretti (Marzabotto). Oltre a brani dei loro racconti Pamela Villoresi ha recitato anche  i momenti salienti dei racconti di Cesira Pardini (Sant’Anna di Stazzema) e di Gino Ventura (Vicovaro, Roma).

Ecco il resoconto dell’Adn Kronos

Roma, 24 apr. (Adnkronos) – Nella sala Koch di palazzo Madama il presidente del Senato Pietro Grasso ricorda «il periodo forse più tragico della nostra storia», quello tra «l’autunno del 1943 e la primavera del 1945, durante il quale l’esercito tedesco, in ritirata, faceva terra bruciata sul suo percorso, distruggendo paesi e borghi e commettendo stragi atroci e sanguinarie di civili inermi, per lo più di donne, bambini e anziani». Al convegno dedicato al tema «70 anni dalle stragi nazifasciste» sono presenti Franco Giustolisi e Pier Vittorio Buffa, autori di indagini giornalistiche e di libri sull’argomento, il procuratore militare Marco De Paolis, Pamela Villoresi che ha letto alcune memorie dei sopravvissuti.

«I giorni in cui commemoriamo la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista -afferma Grasso- sono anche i giorni in cui dobbiamo ricordare e onorare quanti, in quei drammatici mesi, persero la vita a causa della follia umana, dell’insensata barbarie di un regime atroce e totalitario, che aveva smarrito qualsiasi scintilla di umanità, di carità, di ragione. Non possiamo, e non dobbiamo, dimenticare e cancellare nulla: ciascun Paese ha il dovere di coltivare le proprie memorie, di non cancellare le tracce delle sofferenze subite dal proprio popolo».

La seconda carica dello Stato sottolinea che «il ricordo è per me un dovere come Presidente del Senato, ma prima ancora come uomo, come cittadino. È un monito per tutti noi, affinchè l’ignoranza e l’indifferenza non prevalgano e simili orrori non si ripetano mai più, restando ammonimento perenne contro ogni persecuzione e offesa alla dignità umana. Quello della memoria è un dovere nei confronti dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime, oltre che un dovere nei confronti delle migliaia di caduti».

Grasso ricorda che «si stima che le vittime civili di quelle stragi siano in numero non inferiore a 15.000. Migliaia furono i comuni colpiti e non voglio in questa occasione citarne alcuno: taluni sono noti a tutti, altri, la maggior parte, non lo sono. In questa giornata voglio che il nostro ricordo e il nostro pensiero siano rivolti a tutti, nessuno deve essere dimenticato».

«A fronte di questa tragedia -ricorda il presidente del Senato- in Germania non venne celebrato alcun processo contro gli atti di violenza commessi in Italia. E quelli che si svolsero in Italia nei primi anni del dopoguerra,  terminati con la condanna all’ergastolo di Walter Reder come responsabile della strage di Monte Sole, ripresero solo nel 1994, dopo il ritrovamento, avvenuto dopo quasi cinquant’anni per motivi mai del tutto chiariti (ma senz’altro vergognosi) del cosiddetto ‘Armadio della vergognà: 695 fascicoli d’inchiesta conservati (o meglio: occultati) presso l’Archivio della Procura generale militare di Roma».

Ciò rese possibile -sottolinea- una nuova stagione processuale che portò alla irrogazione di condanne definitive all’ergastolo. Purtroppo, per svariate ragioni, nessuna delle pene è stata eseguita. »Per saldare, almeno in parte, il nostro debito con le vittime e con i loro familiari è necessario proseguire, con tenacia e determinazione, su questa strada, inchiodare i responsabili alle proprie colpe, siano essi tedeschi o italiani, perchè i crimini contro l’umanità non possono essere né prescritti, né archiviati. Né, tanto meno, dimenticati».

«Devono essere perseguiti -avverte Grasso- non per vendetta, ma per spirito di giustizia, anche decenni dopo che sono stati commessi. I processi servono infatti, oltre che a sanzionare le responsabilità sia penali che civili,  anche a definire meglio la verità storica, a cristallizzarla, attraverso la verità giudiziaria, in documenti e atti che restano a disposizione delle generazioni future.

»Voglio ricordare -rileva Grasso- che il Presidente della Repubblica Federale di Germania, lo scorso anno, in occasione della commemorazione dell’eccidio commesso a Sant’Anna di Stazzema, ha affermato di non dimenticare le responsabilità storiche del proprio Paese. È stato un momento di riconciliazione e di pace. Costruire una memoria condivisa nella nostra storia è indispensabile per realizzare insieme il futuro dell’Europa«.

»Come al termine del conflitto -continua- le parti politiche, pur su posizioni molto distanti tra loro, seppero trovare una sintesi dei diversi interessi attraverso la fase costituente che portò alla redazione della nostra Carta  Costituzionale (basata ampiamente su quei valori di libertà e giustizia che ispirarono la Resistenza e la lotta dei partigiani), anche noi dobbiamo essere oggi in grado di superare la grave crisi politica e sociale che caratterizza questi anni. La memoria di quelle esperienze tragiche -conclude Grasso- deve insegnarci a non rassegnarci all’accettazione di un passato disumano, dandoci la forza e la consapevolezza necessarie ad affrontare le sfide, individuali e collettive, del domani».

Franco Giustolisi, nei suoi interventi, ha sottolineato le responsabilità politiche e giudiziarie per i clamorosi ritardi con i quali sono stati celebrati i processi sulle stragi. E come oggi non si faccia nulla per eseguire le decine di sentenze all’ergastolo emesse dai tribunali italiani.

Sono seguiti gli interventi di Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, in rappresentanza di tutte le Regjoni italiane, del procuratore militare di Roma Marco De Paolis, del presidente emerito della Corte cosituzionale ed ex ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick

L’evento è stato trasmesso in diretta dalla tv del Senato. Qui il video integrale.

 

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